I lavori della prima giornata si sono aperti con un'attenta fase di analisi spaziale, focalizzata sullo studio del posizionamento dei musicisti e dell’apparato tecnico; è stato necessario calibrare le distanze per garantire la migliore resa acustica del sistema di diffusione e al contempo assicurare il contatto visivo costante tra gli esecutori, elemento imprescindibile per la gestione dell'improvvisazione musicale.
Definita con precisione la planimetria dello spazio performativo, la squadra è passata operativamente al montaggio delle postazioni e dell’intero apparato tecnico. Ogni elemento dell'ensemble ha allestito la propria postazione individuale mentre parallelamente venivano posizionati i diffusori, gli stativi e stese le linee di cablaggio principali per l'alimentazione e la rete.
Una volta completato l'allestimento, il focus si è spostato sull'architettura del routing audio. Si è proceduto alla configurazione del mixer digitale e al collegamento dell’intero ensemble tramite protocollo DANTE.
L'utilizzo di questa infrastruttura di rete Audio-over-IP ha permesso di snellire drasticamente il cablaggio analogico, collegando tutte le macchine tramite cavi Ethernet a uno switch centrale e garantendo il trasferimento multicanale ad altissima qualità con latenza pressoché nulla verso il mixer principale. Subito dopo l'attivazione della rete si è passati alle prove tecniche di comunicazione. In questa fase si è verificato l'arrivo ‘pulito’ del segnale di ogni singolo musicista al banco mixer, si è testato il flusso di ritorno, tarato l’impianto di diffusione e creato il monitoraggio in cuffia.
Con l'infrastruttura tecnica perfettamente stabile e funzionante, la sessione ha compiuto una transizione verso la sfera puramente musicale. Il direttore musicale ha guidato l'assegnazione dei ruoli ai vari elementi dell’ensemble, che sono stati suddivisi in: generatori, elaboratori primari ed elaboratori secondari. In diretta coerenza con i ruoli appena stabiliti, l'ultima fase operativa ha riguardato la scelta dei materiali sonori. Attingendo all'archivio delle registrazioni realizzate all’interno del progetto parallelo del prof. Ortica, ogni musicista ha selezionato, importato e mappato all'interno del proprio ambiente esecutivo i campioni audio. Coerentemente con il singolo ruolo drammaturgico, i campioni audio sono stati organizzati in: paesaggi sonori, oggetti sonori e interviste agli abitanti del borgo.
Al termine di questo processo di calibrazione tecnico-artistica, la sessione si è conclusa con la creazione di una scheda tecnica dettagliata – utile alle successive giornate di laboratorio di settembre – e lo smontaggio di tutto l’apparato tecnico.