Impulso, respiro e corpo nella performance di una canzone

a cura della Prof.ssa Elisabetta Antonini

L’incontro è stato partecipato da diciassette studenti della classe di Canto jazz ed è stato dedicato nella prima parte, al mattino, sul metodo di lavoro sulla voce Linklater e nella seconda parte, il pomeriggio, sull’interpretazione del testo di una canzone. Agli allievi era stato preventivamente chiesto di preparare una canzone, poi oggetto del lavoro durante l’incontro, che avesse un testo e raccontasse una storia significativa per la persona.

Il consulente scientifico Alessandro Fabrizi ha voluto conoscere da ciascuno studente il proprio percorso e le aspettative della giornata di lavoro; ha poi raccontato il suo percorso e l’esperienza formativa con Kristin Linklater, la ricercatrice che ha ideato un metodo di riscoperta della voce naturale a partire dal corpo e dal respiro, spiegando quanto sia cruciale lavorare senza tensioni e senza obiettivi estetici vocali.

 Il gruppo è stato coinvolto in una serie di esercizi: movimenti del corpo nello spazio, pratiche di respirazione, associazione dell’impulso vocale a partire da un certo tipo di movimenti, presa di coscienza della spina dorsale propria e altrui. È stata evidenziata la forte spontaneità del gesto vocale e come questa possa essere più libero se espresso a partire da un impulso motorio specifico.

Si è poi passati al testo. Ognuno, contemporaneamente agli altri, ha recitato a memoria la canzone scelta con il corpo sempre in movimento nello spazio a varie velocità e poi, uno alla volta, gli studenti hanno declamato il testo mentre gli altri erano ad occhi chiusi in una certa posizione statica per terra. Tutto questo è stato poi commentato dal gruppo che ha riportato impressioni e sensazioni fisiche ed emotive; da queste è emersa la difficoltà generale ad abbandonarsi, a liberare le tensioni, a entrare in contatto emotivo con il testo, a sentirsi a proprio agio con un lavoro differente dalla consueta lezione.

A seguire, ad ogni partecipante è stato chiesto di immaginare con ricchezza di dettagli, il contesto in cui inserire la storia/canzone scelta, per poi di cantarla davanti a tutti utilizzando anche alcune persone del gruppo come personaggi della narrazione. L’esperto ha fornito suggerimenti e riferito impressioni col proposito di rendere il racconto più vero possibile sul piano vocale e corporeo, stimolando ogni partecipante ad arricchire la propria interpretazione del testo con l’attenzione e la cura del linguaggio non verbale.

Questo è quanto verrà ulteriormente sviluppato nell’incontro successivo previsto a settembre. E’ stato chiesto ai partecipanti di lavorare sulle considerazioni emerse e gli esercizi forniti, per arrivare alla fine della seconda giornata pronti per performare il brano scelto al meglio delle proprie possibilità interpretative.