L’incontro si è svolto con la partecipazione di una ventina di allievi di Canto Jazz dei corsi propedeutici e accademici di primo e secondo livello, ai quali è stato chiesto di presentarsi e di raccontare il tipo di esperienza avuta con la scrittura di testi, guidata o spontanea. È seguita una riflessione del consulente scientifico Andrea Rodini sull’importanza della corrispondenza tra testo e canzone e di come possa essere utile, all’interno del percorso di formazione e di ricerca artistica, provare a esprimere il proprio mondo attraverso le parole.
Tale esperienza potrebbe risultare molto complessa, sul piano dei significati quanto su quello delle caratteristiche linguistiche dell’italiano, dell’autocensura, della possibilità di prendere ispirazione dalla vita quotidiana imparando a essere buoni osservatori e quindi buoni narratori. Il gruppo è stato continuamente stimolato a intervenire nella riflessione fornendo esempi, parole e frammenti di testi, fino a individuare alcune caratteristiche musicali e metriche delle parole italiane, dei vincoli e delle libertà proprie del linguaggio.
Ci si è poi concentrati sul testo a partire dal senso delle parole. È emersa la necessità di utilizzare il testo come espressione del proprio mondo, portatore di emozioni e non di concetti, di sensazioni e non di fatti. Qui si è resa necessaria l’analisi di alcuni testi famosi e un brainstorming per trovare parole ed espressioni utili a raccontare precise emozioni senza ricorrere a parole scontate o descrittive.
Sono state tracciate delle strategie di lavoro per la creazione di testi, partendo da un’idea gancio, da una melodia, da una parola, dalla scrittura in prova. In particolare, provare a raccontare una storia utilizzando prima molte parole e poi diminuire progressivamente il numero dei vocaboli per arrivare alla sintesi estrema di quanto si voglia raccontare. Poi ogni partecipante, attraverso un’associazione libera, ha scelto una parola attorno alla quale dover costruire un piccolo testo utilizzando una precisa metrica. È seguita la lettura di ciascun testo e un commento utile al gruppo. A conclusione dell’incontro, è stata scelta una melodia di ambito jazz strumentale sulla quale ognuno ha dovuto lavorare cercando di inserirvi un testo. Ognuno ha riportato il lavoro prodotto a cui è seguita una riflessione.